Questa applicazione consente di compilare e calcolare automaticamente la ricevuta per prestazione occasionale da rilasciare al cliente.

La ricevuta per prestazione occasionale deve essere compilata in seguito allo svolgimento di un’attività, per la quale si è percepito un compenso, effettuata nell’ambito del cosiddetto "lavoro occasionale" (più propriamente detto "lavoro autonomo non esercitato abitualmente"), come disciplinato dal DLGS 81/2015 e dall’art. 2222 del Codice Civile.

Per creare la ricevuta basta compilare pochi campi (quelli obbligatori sono indicati dall’apposita dicitura), inserire almeno un compenso e cliccare sul bottone "[Calcola]".

L’applicazione calcolerà la ritenuta d’acconto, se prevista, e consentirà di determinare in modo automatico l’eventuale ritenuta previdenziale INPS che si applica una volta superato il limte annuale di 5.000 euro per compensi da lavoro autonomo occasionale.

Nel testo della ricevuta saranno inserite le necessarie dichiarazioni relative alla posizione previdenziale e le altre diciture di legge.

E’ possibile dettagliare la ricevuta per prestazione occasionale specificando più compensi, ciascuno con una propria descrizione e relativo importo, e indicare le singole voci di spesa documentate da addebitare al committente.

In aggiunta al compenso possono essere indicate anche le cosiddette "spese forfettarie" che, a differenza delle altre, costituiscono reddito per il collaboratore e rientrano nel calcolo delle ritenute.

Infine, gli utenti registrati hanno la possibilità di inserire automaticamente nella ricevuta l’intestazione personalizzata ed altri dati presenti nell’area riservata, come ad esempio le coordinate bancarie per il pagamento.

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RICEVUTA per PRESTAZIONE OCCASIONALE
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Dati anagrafici e fiscali
Intestazione:
Cos’è questo?
I miei dati anagrafici:
obbl.
Codice fiscale:
obbl.
Ricorda i dati:
Dati anagrafici del committente:
obbl.
Cod. Fis. / P.IVA:
obbl.
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Dati documento
Data ricevuta:
obbl.
Numero ricevuta:
Oggetto:
Luogo:
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Compenso
Nuovo Compenso
Pagamento:
IBAN:
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Spese
Spese documentate da rimborsare:
Nuova voce di Spesa
Spese forfettarie:
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Riaddebito bollo:
(al committente)
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Ritenuta d'acconto e INPS
Ritenuta d'acconto:
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Cos’è la ricevuta per prestazione occasionale

La ricevuta per prestazione occasionale è un documento rilasciato dal lavoratore al momento del pagamento di qualsiasi attività che rientri nel cosiddetto "lavoro autonomo occasionale", disciplinato dall’articolo 2222 del Codice Civile nell’ambito del contratto d’opera.

Essa svolge la duplice funzione di ricevuta (o quietanza) di pagamento per il committente e di documento fiscale per l’esecutore che attesta l’ammontare del compenso ricevuto.

Il "lavoratore occasionale" è colui che effettua un’attività lavorativa in via occasionale e senza alcun vincolo di subordinazione verso il committente il quale non può né coordinare il lavoratore né imporre vincoli di tempo o modalità di svolgimento delle attività.

Regime fiscale

Da un punto di vista fiscale la ricevuta per prestazione occasionale è soggetta ad un regime diverso da quello generalmente adottato dai liberi professionisti (regime IVA oppure forfettario) ed è soggetta a regole ben precise.

Innanzitutto, a differenza della normale fattura, non si deve calcolare l’IVA sul compenso ma solamente la ritenuta d’acconto.
Per questo motivo, chi rilascia esclusivamente ricevute per prestazione occasionale, non deve aprire la partita IVA ma dovrà semplicemente indicare i compensi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi (Quadro "RL" del Modello Redditi o quadro "D" del Modello 730) e conservare tutte le ricevute emesse.

Ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è prevista in quei casi in cui il cliente o il committente agiscono come sostituti di imposta (società, enti pubblici, titolari di partita IVA ecc.).

Applicando la ritenuta sul compenso, detta anche "ritenuta alla fonte", il committente di fatto versa, per conto del prestatore, un’anticipo delle imposte che il prestatore calcolerà nella sua dichiarazione dei redditi.

In questo caso la disciplina è identica rispetto al regime fiscale ordinario e il commettente è obbligato a rilasciare al prestatore una certificazione annuale attestante l’ammonatare delle ritenute versate per conto del prestatore.

Rimborso spese

Se concordato con il committente, il prestatore può addebitare nella stessa ricevuta le spese sostenute per lo svolgimento dell’attività.

Tali spese, opportunamente documentate, vanno allegate alla ricevuta stessa e non devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi, né sono soggette ad alcuni tipo di ritenuta.

Diverso è il caso del cosiddetto "rimborso forfettario" che, al contario, è soggetto sia alla ritenuta d’acconto che a quella previdenziale (quando dovuta).

Nella nostra applicazione abbiamo previsto un apposito campo per il rimborso forfettario che può essere calcolato automaticamente indicando una percentuale sul compenso oppure inserito manualmente.

Bollo

Trattandosi di documenti esenti IVA è obbligatorio versare la marca da bollo di 2 euro, marca che normalmente viene apposta sull’originale cartaceo della ricevuta stessa.

Ricordiamo che la marca non è dovuta se il compenso lordo non supera i 77,47 euro.

Ritenuta INPS 2021 per prestazioni occasionali

Il trattamento dei contributi previdenziali INPS (contributi "IVS") per chi rilascia ricevute per prestazioni occasionali differisce da quello dei liberi professionisti, sia per quanto riguarda le aliquote che le modalità di calcolo e di versamento.

Per i lavoratori occasionali il legislatore ha previsto una sorta di "franchigia" sul compenso annuale, pari a 5.000 euro, al di sotto della quale non deve essere versato alcun contributo INPS.

Superata tale soglia, il lavoratore deve darne comunicazione al committente ed essere iscritto, solo per la prima volta, alla cosiddetta "Gestione Separata INPS" (art. 2, comma 26, L. 335/1995) e i contributi andranno calcolati sulla quota eccedente la franchigia.

La quota dei contributi a carico del lavoratore è pari a 1/3 e viene trattenuta dal compenso pagato, mentre il rimanente è a carico del committente il quale però ha l’obbligo di effettuare materialmente il versamento dell’intera contribuzione.
In altri termini il collaboratore occasionale non deve effettuare alcun versamento ma l’importo viene semplicemente decurtato dal compenso.
Per i committenti privati il versamento va effettuato il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso tramite il modello "F24" telematico.

Esempio:
Se nel 2021 si sono percepiti compensi da lavoro occasionale per 3.500 euro e la ricevuta per prestazione occasionale è pari a 1.000 euro, il totale (4.500 euro) è inferiore ai 5.000 euro di franchigia e pertanto non è dovuta alcuna contribuzione.
Se però la ricevuta per prestazione occasionale è pari a 2.500 euro, il totale (6.000 euro) supera la franchigia di 1.000 euro e pertanto la ritenuta INPS dovrà essere calcolata su 1.000 euro.

Nota: la nostra applicazione effettua automaticamente tutti i calcoli necessari.

Calcolo dei contributi Inps

La nostra applicazione consente di calcolare automaticamente l’ammontare della ritenuta INPS e al tempo stesso inserisce nella ricevuta per prestazione occasionale la dichiarazione del prestatore in merito al superamento o meno della franchigia o del massimale di reddito.

L’aliquota contributiva è visualizzata nell’apposito campo e, all’occorrenza, può essere modificata per particolari esigenze.

Sia l’aliquota che il massimale di reddito dipendono dall’anno fiscale di competenza della ricevuta, ricavato dalla data del documento indicata.

Aliquote INPS 2021

Per i collaboratori occasionali iscritti in via esclusiva alla gestione separata l’aliquota IVS per il è pari al 33,00% cui vanno sommate le seguenti "aliquote aggiuntive":

  • 0,50%, stabilita dall’art. 59, comma 16, della legge 449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dalla estensione della tutela relativa alla maternità ecc… (legge finanziaria 2007).

  • 0,22%, stabilita dall’art. 7 del decreto ministeriale 12 luglio 2007, in attuazione di quanto previsto dal comma 791 della stessa legge finanziaria.

  • 0,51%, disposta dalla legge 81/2017 ("misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale ecc…"), detta anche contribuzione aggiuntiva "DIS-COLL", che serve a finanziare l’indennità di disoccupazione mensile per i lavoratori coordinati e continuativi, assegnisti e dottorandi con borsa di studio.

Per i pensionati o i lavoratori assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie l’aliquota è il 24,00%.

Il massimale di reddito per il 2021 entro il quale deve essere applicata la contribuzione Inps è pari a € 103.055,00.

Principio di cassa allargato

Per determinare l’anno di imposta di competenza della ricevuta vale il cosiddetto "principio di cassa allargato", stabilito dall’art. 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TIUR).

Esso stabilisce che "si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo".

Per i pagamenti tramite bonifico bisogna considerare come data quella "disponibile" (o "data valuta") che praticamente è il giorno in cui la somma può essere effettivamente utilizzata sul conto corrente.

Ad esempio, le ricevute pagate entro il 12/01/2021 si considerano riferite al periodo di imposta 2020 mentre quelle che saranno pagate entro il 12/01/2022 rientreranno nel periodo di imposta corrente (2021).

Lavoro occasionale accessorio

Il "lavoro occasionale" non deve essere confuso con il "lavoro occasionale accessorio", introdotto dall’articolo 54 bis del D.L. 50/2017.

Quest’ultima disciplina regola quelle attività lavorative che, pur non essendo continuative, presuppongono un rapporto o un contratto con un committente (contratto di prestazione occasionale, libretto famiglia ecc.)

Per le prestazioni svolte con questa modalità non può essere superato il limite annuo di 5.000 euro e comunque l’applicazione di questa pagina può essere utilizzata anche in questi casi.


Note:

Per facilitare le operazioni di "copia e incolla", ad esempio da un programma gestionale, una calcolatrice o qualsiasi altro software, le nostre applicazioni accettano vari formati numerici:

  • Separatore dei decimali indifferentemente con il punto o con la virgola (esempio: 12345,67 oppure 12345.67).

  • Numeri con o senza separatore delle migliaia (esempio: 12345,56 oppure 12.345,56).
    Nota: se si utilizza il separatore delle migliaia è obbligatorio usare la virgola per i decimali.

  • Importi preceduti dal simbolo dell’Euro (€), con o senza spazio (esempio: €12.345,67 oppure € 12.345,67).


Avvertenza:
Questa applicazione é utilizzabile per un uso non professionale e le informazioni fornite si intendono a carattere indicativo.
Nonostante l’impegno profuso nell’analisi e nello sviluppo del software non é possibile escludere la presenza di errori, per cui si consiglia di controllare sempre i risultati ottenuti.
Per segnalare eventuali errori o malfunzionamenti clicca qui.

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