Con questa applicazione puoi calcolare il TAEG di un qualsiasi finanziamento conoscendo il TAN (tasso nominale annuale) e le spese fisse che gravano sul prestito.
Il calcolatore tiene conto sia delle spese iniziali, come ad esempio le spese di apertura della pratica e i costi della mediazione mobiliare, che delle spese ricorrenti, tra cui le spese per l’incasso delle rate e l’assicurazione obbligatoria.
Per calcolare il TAEG basta inserire nella prima sezione l’importo del prestito, il TAN e la durata del finanziamento e nelle altre sezioni le voci di spesa conosciute.
Quanto più aumentano le spese richieste per il finanziamento tanto più il TAEG risulterà maggiore rispetto al TAN.
Nota 1:
Le spese assicurative, che la banca richiede a proprio beneficio, sono state inserite nella sezione delle "Spese Ricorrenti" in quanto nella maggior parte dei casi queste sono addebitate con la stessa frequenza delle rate (mensilmente, trimestralmente ecc.).
Nota 2:
L’applicazione calcola il TAEG sulla base dei dati conosciuti al momento dell’erogazione del finanziamento e non può tener conto di eventuali variazioni dei costi nel corso del tempo.
Il TAEG, acronimo per "Tasso Annuo Effettivo Globale", è un indicatore che esprime in percentuale il costo totale di un qualsiasi finanziamento su base annua.
Oltre al cosiddetto TAN (Tasso Annuale Nominale), ossia il tasso di interesse su base annua applicato dalla banca o dalla finanziaria, il TAEG tiene conto di tutte le spese accessorie, come ad esempio le commissioni degli intermediari, i costi di gestione, le spese di incasso rata ecc.
In questo modo, il TAEG fornisce una visione più completa del costo effettivo del prestito, permettendo di confrontare le diverse offerte in modo più efficace e trasparente.
Un finanziamento che sulla carta propone un TAN apparentemente molto competitivo, ma che richiede delle spese fisse molto alte, potrebbe risultare assai meno vantaggioso rispetto ad altri prestiti che invece hanno un tasso di interesse più alto ma costi fissi inferiori.
Anche le spese ricorrenti, che prese singolarmente appaiono di modesta entità, sono importanti per una corretta valutazione del TAEG e spesso non vi si presta la necessaria attenzione.
Per fare un esempio, un prestito di € 30.000 all’1,5% per 10 anni con spese iniziali fisse pari a 270 Euro ha un TAEG pari a 1,68%.
Se però si aggiungono 5 euro per le spese di incasso rata e 20 euro all’anno di spese di gestione, ecco che il TAEG sale al 2,18%.
La normativa che disciplina e definisce le modalità di calcolo del TAEG è contenuta essenzialmente nel D.M. 8/7/1992 con particolare riguardo all’Art. 2.
Sulla base della normativa vigente le voci da considerare per determinare il TAEG sono le seguenti:
il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi calcolati in base al TAN;
le spese di istruttoria e apertura della pratica di credito;
le spese di riscossione dei rimborsi (incasso rate), se stabilite dal creditore;
le spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, finalizzate ad assicurargli il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità o disoccupazione del consumatore;
costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l’ottenimento del prestito;
le altre spese contemplate dal contratto escluse le voci seguenti.
Vi sono altri costi in un finanziamento che non entrano a far parte del TAEG:
le somme da pagare per l’inadempimento degli obblighi contrattuali, come ad esempio gli interessi di mora per ritardato pagamento;
le spese per assicurazioni non obbligatorie o garanzie diverse da quelle sopra indicate;
le spese di trasferimento fondi e di tenuta di un conto corrente destinato a ricevere i rimborsi delle rate purché tali spese non siano troppo elevate rispetto alla media;
Per la natura stessa del tasso effettivo globale, la normativa non definisce una formula di calcolo vera e propria ma una definizione formale tramite un’equazione tra prestiti e rimborsi dove l’incognita TAEG si trova in entrambi i rami dell’equazione stessa.
In rete si trovano alcune formule semplificate per calcolare il TAEG che, per definizione, non tengono conto di tutte le voci di costo e per questo motivo forniscono un risultato approssimato.
La nostra applicazione utilizza invece il metodo di Newton-Raphson basato sul calcolo iterativo dell’IRR (Internal Rate of Return) e restituisce un risultato più accurato che, oltre a considerare tutti i flussi monetari nel corso del tempo, tiene conto sia dei costi iniziali che delle spese periodiche.
Vediamo la formula di equivalenza della definizione di TAEG secondo l’art. 2, comma 1 del D.M. 8/7/1992 :
dove:
∑ è il simbolo della sommatoria di una serie di valori
k è il numero ordinale di un prestito
k’ è il numero ordinale di una rata di rimborso
Ak è l’importo del prestito numero k
A’k’ è l’importo della rata di rimborso numero k’
m è il numero complessivo dei prestiti
m’ è il numero complessivo delle rate di rimborso
tk è l’intervallo in anni (o frazioni di anno) tra la data del prestito numero 1 e le date degli altri prestiti (da 2 a m)
tk’ è l’intervallo in anni (o frazioni di anno) tra la data del prestito numero 1 e le date dei rimborsi (da 2 a m’)
i è tasso effettivo globale calcolabile quando gli altri termini dell’equazione sono noti
Osservando la formula è chiaro che l’estrapolazione dell’incognita i, ossia del TAEG, non è possibile da un punto di vista strettamente algebrico per cui si rende necessario il calcolo iterativo che in alcuni casi potrebbe anche non arrivare ad alcun risultato in base alla precisione di calcolo desiderata.
Avvertenza:
Questa applicazione é utilizzabile per un uso non professionale e le informazioni fornite si intendono a carattere indicativo.
Nonostante l’impegno profuso nell’analisi e nello sviluppo del software non é possibile escludere la presenza di errori, per cui si consiglia di controllare sempre i risultati ottenuti.
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